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La chiesa del Carmine

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La chiesa del Carmine con la sua elegante facciata neoclassica spicca alla base della candida città bianca di Ostuni. Un contrasto gradevole che integra perfettamente il colore caldo della pietra della chiesa del Carmine con il latte di calce che avvolge tutto il borgo antico con in cima la chiesa di san Vito e l’ex-cattedrale. Nonostante la veste neoclassica dell’Ottocento, la chiesa, con il suo annesso convento, cela un passato molto antico. Infatti il nucleo originale risale al XV secolo e allora era dedicato alla Madonna della Misericordia. Poi fra il XVII e il XVIII secolo la chiesa e il convento subirono varie ristrutturazione e ampliamenti per opera dei frati carmelitani e della confraternita della Madonna del Carmine che subentrò ai frati all’inizio del XIX secolo nella cura della chiesa in seguito alla soppressione degli ordini religiosi.
L'aspetto attuale del complesso si deve all'utlima ristrutturazione aviata nel 1891, anno in cui si realizzò principalmente la facciata della chiesa su disegno dell’architetto Gaetano Jurleo (1860-1926) secondo i canoni della semplicità e della nitidezza neoclassica. L’architetto si ispirò alla facciata della chiesa del Carmine di Lecce e volle fare del prospetto principale l’apoteosi dell’ordine carmelitano. Infatti qualsiasi dettaglio non fa altro che solennizzare l’ordine. E così si procede dalla lettura della scritta a caratteri cubitali sulla trabeazione e sul timpano, alle statue carmelitane nelle nicchie (sant’Elia ed Eliseo), fino a concludersi con l’altorilievo della Madonna che svolazza sui peccatori avvolti dalle fiamme. Il portone in bronzo fu realizzato nel 1980 dai fratelli Vitali di Foligno riproducente gli stemmi della città di Ostuni e della confraternita del Carmelo.
L’integrazione fra gli stili dell’Ottocento e Settecento si percepisce una volta varcato il portale di ingresso. Infatti l’interno è costituito da una sola navata e conserva un ricco patrimonio decorativo. Per giunta in seguito ai restauri del 1943 sono emerse anche le linee rinascimentali, segno evidente delle trasformazioni artisti che la chiesa ha subito dalla sua fondazione fino ai nostri giorni.
Della decorazione barocca permangono i sei altari in pietra collocati nelle cappelle nel 1775 e un gran numero di dipinti tardo-settecenteschi di tradizione napoletana. Fra le sculture segnaliamo l’opera litica della Madonna del Carmine, attribuibile a Giuseppe Greco (1740 – 1807) autore fra l’altro della guglia di sant’Oronzo. La volta della navata è affrescata con dipinti risalenti al 1951 riproducente soggetti carmelitani. Nella zona absidale si conserva parte dell’antico pavimento maiolicato con un raffinato disegno geometrico di impronta napoletana.

Info
E’ quasi sempre chiusa.
La chiesa organizza la processione del 16 luglio dedicata alla Madonna del Monte Carmelo, che dal 1675 fu eletta patrona della città. Lastatua processionale è uno stupendo manichino con abiti fastosi realizzati del XVII come dono della duchessa Hyeronima Lopez-y-Royo.

Bibliography
AA.VV. (2000) Guida di Ostuni, Lecce, Lecce, Congedo Editore, 1. ed.
Tanzarella, A. (1989) Ostuni ieri, Fasano (Br), Schena Editore.
Sozzi, A. (2008) Ostuni nella storia, Fasano (Br), Schena Editore.
Greco, L. (1994)  La Chiesa del Carmine e le sue origini, in “Lo Scudo”, Dicembre 1994.
Lisimberti, P. – Todisco, A. (2007) Ostuni nel ‘700, la città, i cantieri, le confraternite, la devozione popolare, la processione e la cavalcata di Sant’Oronzo, in Angeli stemmi confraternite arte, a cura di M. Pasculli Ferrara e D. D’Onofrio Del Vecchio, Fasano (BR), Schena Editore.

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